Castello di Roccascalegna

Il castello di Roccascalegna in Abruzzo

Castello di Roccascalegna

A circa 50 minuti dal nostro b&b potete raggiungere uno dei tanti luoghi incantati, quasi fiabesco.

Stiamo parlando di Roccascalegna e del suo castello medioevale in Abruzzo.

Si l’Abruzzo è pieno di castelli e questo ne è uno dei tanti, tutti semplicemente unici.

Talmente affascinante che ha stupito lo stesso Matteo Garrone, regista de “Il racconto dei racconti”, che lo ha scelto come location per il film.

L’ambientazione perfetta per una pellicola dalle note fiabesche.

La storia del castello e la leggenda

L’origine dell’omonimo paese risale al XII secolo, intorno al 1160.

Ma nelle zone circostanti sono stati ritrovati reperti risalenti anche all’epoca romana.

Furono i Longobardi che scelsero il borgo come avamposto per il controllo della Valle del Rio Secco contro i Bizantini.

E furono proprio i Longobardi a costruire la torre di avvistamento.

Castello di Roccascalegna

Da qui potete osservare la valle a 360 gradi, uno spettacolo che lascia a bocca aperta.

Il castello cade nell’oblio sino al 1525 quando viene restaurato, in ottemperanza alle nuove esigenze necessarie con l’avvento delle armi da fuoco.

Siamo nel 1705 e in un atto notarile si descrive un secondo restauro del Castello, questa volta si tratta della gradonata d’accesso.

Per tre lunghi secoli il castello conosce abbandono, incuria, famiglie feudatarie che si susseguono.

L’ultima di esse nel 1985, la famiglia Croce Nanni, dona il Castello al Comune.

Il castello di Roccascalegna vede il suo antico splendore tornare alla luce del sole definitivamente nel 1996.

C’è una leggenda attorno al Castello.

E i protagonisti sono il Barone Corvo de Corvis e l’editto dello “Jus Primae Noctis”.

Pare che nel 1646 questo fantomatico Barone abbia reintrodotto questa prassi medievale.

Ogni novella sposa del Feudo di Roccascalegna doveva passare la prima notte di nozze con il Barone invece che con il marito.

Non si sa bene se una sposa novella, o se il marito, travestito a sua volta da sposa, abbia accoltellato il Barone nel talamo nuziale ed egli, morente, abbia lasciato la propria impronta della mano insanguinata su di una roccia della torre, crollata poi nel 1940.

Benché si provasse a lavare il sangue dalla roccia, esso continuava a riaffiorare.

Anche se è solo una leggenda ci sono tutt’oggi persone anziane che sostengono di aver visto la “mano di sangue” anche dopo il crollo.

Un castello che tra leggenda e realtà affascina ancora oggi.

La stessa CNN lo consiglia, anche come luogo magico dove potersi sposare.

Ci siamo stati e vi possiamo assicurare che le vostre aspettative saranno all’altezza.

Cosa aspettate?

Mancinelli B&B, la nostra ospitalità sarà una comoda sorpresa.