Borgo Canosa Sannita, la storia

Canosa Sannita, il nostro borgo lungo secoli di storia

Su un pendio di un colle lungo il Tratturo Magno, in un territorio ricco di vigneti nella provincia di Chieti, si erge un piccolo borgo: Canosa Sannita.

Battaglia contro il brigantaggio

Le notizie storiche sono poche, ma quel poco che abbiamo ci ha permesso di ricostruire una storia risalente addirittura al IX secolo.

Una delle più antiche notizie le troviamo in un documento di un abate che contiene l’inventario dei possedimenti cassinesi nel territorio teatino.

Canosa è anche menzionata in una donazione del 1113.

Una donazione fatta al vescovo di Chieti in cui si donava il castello di Orni con i boschi, le vigne, i mulini e le chiese.

Fonti più certe sulla storia del nostro paese risalgono al Medioevo.

ll Castello di Canosa era un punto di grande importanza strategica e di difesa, è infatti ricordato in un documento del re Carlo D’Angiò.

Nel 1531 Canosa passò sotto il comando di Emanuel de Vega. Questo “cambio di proprietà” ebbe anche motivi economici poichè Canosa aveva l’industria della lavorazione delle macine da mulino.

Nel 1862 era un Monte Frumentario, cioè prestava ai paesi vicini grano e cereali di ogni genere.

Nel tempo si sono susseguiti vari signori che controllavano il castello.

Successivamente all’annessione al Regno d’Italia, Canosa Sannita non fu risparmiata dal fenomeno del brigantaggio.

Diffuso soprattutto in Campania, Puglia e Basilicata toccò anche le terre abruzzesi.

Nella zona del Chietino si ricorda soprattutto il brigante Nunziato Mecola.

Corso Umberto Canosa Sannita

Da Orsogna, passando per Anelli, Tollo, Arielli e Ari, il brigante fomentava il popolo alla rivolta, minacciava e compieva massacri tra popolazione civile e guardie nazionali.

Ma la tappa a Canosa Sannita fu la più cruenta.

Il tenente della Guardia Nazionale Carlo Filippo Matteucci fu “perseguitato, sorpreso, ammanettato, legato con una fune, trascinato per la via, colpito con armi da fuoco, sbalzato a terra, rialzato, riafferrato, percosso, schiacciato a colpi di fucile…”

Lasciato sanguinante per tre giorni nei pressi del mattattoio, furono le preghiere della moglie a liberarlo per seppellirlo.

E’ rimasta traccia di questo episodio cruento in un detto: “ vu fa la fine di Care Filippe?” pronunciato per dare maggiore vigore alle minacce.

Durante la seconda guerra mondiale, trovandosi sulla Linea Gustav e al centro della battaglia di Orsogna, fu duramente bombardata.

Origine del nome Canosa Sannita

La data più importante è 17 marzo 1861.

La sospirata unificazione d’Italia è arrivata.

Con lei però arrivano nuove leggi, nuove istituzioni, nuove tasse, nuovi doveri.

Tra questi vi era quello per i comuni di modificare il proprio nome in maniera tale che non vi fossero cittadine con lo stesso appellativo.

Canosa Sannita

Per questo per distinguerla da Canosa di Puglia fu scelto Sannita come secondo appellativo.

Partiamo dall’origine del nome Canosa.

Deriva dall’etrusco “Canusia” o “Canusium”.

Per quanto riguarda Sannita la motivazione è più complessa.

Probabilmente dipende da motivi storici. I Sanniti erano una popolazione stabilitasi nell’Italia centro meridionale.

Intrapresero una campagna di espansione ai danni delle popolazioni vicine. Ne uscirono sconfitti ma entrarono nel vasto territorio di Roma.

Una storia tortuosa ma allo stesso tempo affascinante.

Anni di storia che cerchiamo di non perdere, che cerchiamo di non dimenticare.

Noi siamo qui per raccontarvela.

Mancinelli Bed & Breakfast, la nostra ospitalità sarà una comoda sorpresa.